La Start Up della porta accanto.

Dalle porte del mondo a quelle dei propri vicini, Giulia porta in Italia il social network territoriale con il suo progetto: vicinimiei.it.

Sant’Agostino scriveva che il mondo è un libro e coloro che non viaggiano ne leggono solo una pagina. Ed aveva ragione. Viaggiando si conoscono nuove persone e nuovi modi di fare le cose, si ha la possibilità di vedere la propria vita quotidiana da una prospettiva differente e avere nuove idee. Nella vita di Giulia, il viaggio ha un ruolo fondamentale. Dopo la maturità lascia la sua città, Firenze, e inizia a viaggiare in giro per il mondo. Parte inizialmente alla volta di Parigi, poi Valencia e Glasgow, per poi trasferirsi prima a Jaipur in India e poi a Berlino. Nei suoi viaggi Giulia si rende conto di quanto sia importante conoscere il quartiere dove si abita e, soprattutto, le persone che lo abitano. Così, la prima cosa che fa ogni volta che arriva in una nuova città, è bussare alle porte dei vicini e diventarne amica. Con questo spirito, nel 2018 fonda “vicinimiei.it”, un social network di quartiere che mette in contatto gli abitanti del vicinato e che ad oggi ha già coinvolto più di 200 quartieri a Milano.

Intervista

Quando si ha 18 anni e si è appena finito il liceo non è facile avere le idee chiare sul proprio futuro professionale. Così a chi non sa cosa fare, il consiglio che io dò sempre è di prendersi un anno per viaggiare e lavorare in giro per il mondo. Tu hai fatto così, e questo ti ha permesso di avere l’idea (e i contatti) per lanciare un tuo progetto professionale. Che consiglio daresti a chi ha finito da poco il liceo e non sa cosa fare?

A quell’età si è pieni di energie ma molto spesso non si sa bene dove e come incanalarle. Io personalmente avevo voglia di partire e allargare i miei orizzonti. Sentivo che rimanere nella mia città natale non mi avrebbe aiutata a realizzarmi come persona. Certo, ognuno ha un’indole diversa, quindi mi rendo conto che non tutte le persone hanno la voglia e il desiderio di fare le valige e partire all’avventura. Il mio consiglio però è quello di non avere mai paura di essere curiosi, provare, sperimentare e mettersi in gioco uscendo dalla propria zona di conforto. Diventare grandi è un processo difficile e molto lungo (io stessa ancora credo di non averlo completato 😉) ma solo mettendo in discussione quello che siamo e quello in cui crediamo possiamo riuscire a crescere.

In Italia solo il 26% delle donne ricopre cariche manageriali, c’è un gender pay gap del 23% (ovvero per ogni dollaro guadagnato dagli uomini le donne prendono 77 centesimi) e solo il 21,8% delle imprese italiane è guidato da donne. Tuttavia, il 40% delle imprese femminili è nato dopo il 2010, ovvero negli ultimi 8 anni in Italia c’è stato un boom di donne imprenditrici. Secondo te l’imprenditoria può essere la soluzione per ridurre, se non eliminare, le differenze di genere sul lavoro?

È importante che la parità di opportunità sia presente in tutti i settori del lavoro. Essere un imprenditore non é facile e richiede molto impegno, voglia di fare e consapevolezza nel fatto che il lavoro viene prima del resto. Non ci sono orari stabili e ci sono molti rischi da prendere in considerazione. Non credo che l’imprenditoria sia la risposta, semplicemente perché la domanda che ci poniamo è sbagliata. Intraprendere questa strada ha lati positivi e negativi: si tratta di capire se una persona è in grado di gestirli entrambi indipendentemente dal suo sesso.

Diventare grandi è un processo difficile e molto lungo, ma solo mettendo in discussione quello che siamo e quello in cui crediamo possiamo riuscire a crescere.

— Giulia Buffa

Oggi costruire una community è una delle attività più complesse e onerose per una Start Up. Su vicinimiei.it avete già coinvolto migliaia di persone e più di 200 quartieri. Che consigli daresti a chi vuole costruire una community di persone?

In primis penso sia importate agire nel momento in cui ci si rende conto della presenza di un bisogno. Le grandi idee vengono da piccole necessità; si possono avere i mezzi e i soldi, ma se l’idea di fondo non è onesta e concreta il progetto crolla. Il mio consiglio è quello di ascoltare, guardare e capire. Le persone per cui lavori sono, tendenzialmente, la risorsa a tutte le domande che ti poni per migliorare il servizio che stai offrendo.

Vicinimiei.it è una piattaforma gratuita, mi racconti qual è il vostro modello di business e qual è la vostra strategia di Fundraising?

Attualmente la piattaforma è finanziata da investitori. In futuro, ci piacerebbe lavorare in collaborazione con aziende e servizi locali. Per fare un esempio: un cliente di un parrucchiere cancella un appuntamento all’ultimo minuto. Per non sprecare il tempo che avrebbe dedicato a quel cliente, il parrucchiere può dare la sua disponibilità su vicinimiei.it e proporre un’offerta speciale ai vicini. Oppure, un libraio si è appena trasferito nel quartiere e vuole farsi conoscere organizzando un evento speciale. Grazie a vicinimiei, entrambi avrebbero la possibilità di comunicare velocemente con il vicinato. Per poter partecipare alla vita di quartiere e avere accesso al loro quartiere, i negozi o le piccole attività pagheranno una piccola quota mensile. Il nostro obiettivo non è ovviamente quello di annoiare gli utenti con annunci pubblicitari, ma di aiutare domanda e offerta ad incontrarsi nel piccolo raggio. Proprio per evitare che le inserzioni diventino eccessive, in qualsiasi momento sarà possibile per gli utenti nascondere i contenuti che non sono di loro interesse.

Le grandi idee vengono da piccole necessità; si possono avere i mezzi e i soldi, ma se l’idea di fondo non è onesta e concreta il progetto crolla.

— Giulia Buffa

Qualche domanda veloce

In un discorso al Billboard Women in Music 2016, Madonna ha detto che nella vita non esiste alcuna sicurezza ad eccezione della sicurezza in se stesse. Sul lavoro per te cosa conta di più: la fiducia che una donna ha in se stessa oppure la fiducia che altri hanno in lei?

La cosa veramente importante è credere in se stessi e continuare a lavorare sodo in quello in cui si crede. La vita è troppo breve per aspettare che gli altri si rendano conto di quanto vali. Ovviamente, venire in contatto con i vicini e sapere che loro, in primis, credono nel mio progetto e sostengono la mia idea, è un incentivo ancora più grande per andare avanti.

Se potessi fare un giro per un quartiere di Milano con un imprenditore o manager del nostro tempo, con chi ti piacerebbe farlo? E dove?

Sinceramente preferirei passeggiare con qualche piccolo imprenditore locale. Vorrei entrare in contatto con le persone che tutti i giorni si occupano di gestire le loro attività e portare avanti antiche tradizioni combattendo la globalizzazione. Penso che oltre ad avere grandi consigli, possano anche regalare bellissime storie.

Se trovassi una macchina del tempo (funzionante…) e potessi fare un solo viaggio, dove andresti a vivere? Nel passato o nel futuro?

Penso che nessuno posto e nessun’epoca potrebbe compensare alla mancanza delle persone che amo. Quindi probabilmente mi fare un giro nell’Atene del V secolo a.C., per poter vedere come nascono filosofia e scienza, ma poi tornerei a casa.

Se potessi scrivere una sola parola su un grosso billboard in Piazza Duomo a Milano, quale parola sceglieresti?

Vicinimiei.it 😉

Hai vissuto e lavorato in diverse città ma poi sei tornata in Italia, mi dici in una parola cosa ti ha spinto a tornare?

Il polpettone di mia nonna.