All’inizio del 1500 Firenze e l’Italia stavano vivendo un momento di forte crisi fatto da Grandi Guerre che portarono Grandi Stati ad impadronirsi della penisola italiana “col gesso”. In questo scenario, nell’estate del 1513, Machiavelli scrisse “Il Principe”, un’opera nella quale tratta le caratteristiche dei principati e i metodi per mantenerli e conquistarli. Ogni pagina del Principe regala uno spunto di riflessione, ma c’è un passo in particolare che mi fa piacere condividere con te oggi. Riguarda l’importanza del pensare in grande e dice: «il saggio agirà come i più accorti arcieri i quali […] mirano molto più in alto del bersaglio non per raggiungere con la loro freccia tanta altezza ma per potere con l’aiuto di così alta mira, centrare il bersaglio». Te lo scrivo perché qualsiasi sia il lavoro che ti vuoi inventare, pensare in grande ti darà la forza e l’entusiasmo di cui hai bisogno per iniziare. E quando dico “in grande” non intendo “in grosso”. Non ti sto dicendo di aprire necessariamente una grossa azienda. Puoi anche lavorare in proprio come consulente o come freelance. Ma se pensi in grande avrai sempre un punto d’arrivo che ti guida. Magari non ci arrivi, ma almeno sai dove vuoi andare.

“Nessuna carovana ha mai raggiunto l’Utopia ma è l’Utopia che fa andare avanti le carovane.”

— Proverbio magrebino

Quattro motivi per pensare in grande (anche se rimani piccolo).

Più il tuo obiettivo è grande, più sarà facile coinvolgere le persone con cui raggiungerlo (generalmente nessuno vuole far parte di qualcosa di irrilevante).

Più pensi in grande più sarà facile attirare l’attenzione della stampa e dei media.

Più pensi in grande più sarà facile convincere gli investitori a credere nel tuo progetto e darti i fondi di cui hai bisogno.

Più pensi in grande più ammortizzi la “fatica” di inventarti il lavoro. Qualsiasi iniziativa imprenditoriale deciderai di intraprendere infatti, ti richiederà un grosso investimento di tempo, risorse ed entusiasmo. Quindi, tanto vale pensarla in grande.