Il futuro della tradizione.

Due passioni, una per il cibo e una per la tecnologia, che Marco ha unito in un solo progetto: Cortilia.

Quando a Enzo Ferrari fu chiesto quale fosse il suo modello di auto preferito, lui rispose il prossimo. E in questa semplice risposta c’è l’essenza di ogni imprenditore: guardare sempre al futuro. Marco Porcaro è così, un imprenditore seriale che non smette mai di innovare e innovarsi. Ogni volta che ci vediamo per un pranzo o una sua testimonianza in Università, finisce sempre per raccontarmi nuove idee e nuovi progetti. Qualche anno fa un giornalista gli chiese quale fosse il tratto distintivo di un innovatore e lui rispose: «Essere serenamente ossessionato dal prossimo traguardo!». Oggi il suo traguardo si chiama Cortilia, un’azienda da lui fondata nel 2011 che unisce la tradizione e i tempi “lenti” dell’agricoltura con l’innovazione e i tempi “veloci” di Internet.

Intervista

Mi racconti come è nata l’idea di Cortilia e cosa ti ha sempre spinto a fare l’imprenditore al posto di trovarti un lavoro come dipendente?

L’idea di Cortilia nasce tra il 2009 e il 2010. Sono molto curioso e sentivo l’esigenza personale di uscire dalla mia zona di comfort. Dopo aver lavorato per anni ad iniziative solo Digital volevo confrontarmi anche con il mondo “fisico” e soprattutto volevo avere un impatto diretto e concreto sul territorio in cui vivo per dare un mio piccolo contributo a provare a migliorarlo. Radici familiari, una buona base Eno-Gastronomica, la prospettiva di Expo 2015 a Milano e un’attenta analisi di mercato mi hanno portato ad investire sul progetto Cortilia. E’ un’attività che coniuga perfettamente la mia passione per il cibo e per la tecnologia. Il perché faccio l’imprenditore è molto semplice: è il contesto in cui esprimo al meglio le mie ossessioni.

Tu sei un imprenditore, ma sei anche un viaggiatore. Ogni volta che guardo il tuo profilo Instagram trovo decine di foto di viaggi in giro per il mondo. Quanto è importante per te il viaggio per trovare nuove ispirazioni? E quali pensi siano le cinque attività che ogni imprenditore dovrebbe fare per avere sempre nuove ispirazioni e cogliere nuove opportunità?

Viaggiare per me è vitale ed è una delle cinque attività. Lo è a tal punto che il mese scorso ho dovuto cambiare il passaporto non perché fosse scaduto ma perché avevo esaurito le pagine per i timbri. Il viaggio per me è parte integrante del mio essere. È una grande fonte di ispirazione e un grande momento di confronto con me stesso e di scoperta dell’altro. Viaggiare mi aiuta sempre a ricordare quanto è meraviglioso questo mondo in cui viviamo e quanto è fragile. Inoltre, come ci ricorda Clayton “le informazioni che portano a nuovi prodotti di successo sono più simili a storie che a statistiche”. Io le storie le cerco viaggiando e osservando il mondo. Poi è un momento in cui riesco a ritagliarmi molto più tempo per leggere, altra mia grande passione. In sintesi: citando Derek Walcott “Leggo; viaggio, divento”.

Una terza attività è trovare momenti di confronto e di discussione per misurarsi con colleghi, anche di altri settori. Questi momenti d’interazione sono per me fonte di grande crescita professionale. Credo anche che fare attività di mentorship per nuovi imprenditori possa aiutare molto a farsi contaminare con nuove energie ed entusiasmo.

Credo poi sia anche importante praticare sport. Io sono un runner. Mi ha aiutato moltissimo ad aumentare la mia resilienza e ad alimentare lo spirito competitivo… E poi sul “muro” dei 35Km o facendo qualche lunga salita in montagna ho avuto delle grandissime illuminazioni.

Come ci ricorda Clayton “le informazioni che portano a nuovi prodotti di successo sono più simili a storie che a statistiche”. Io le storie le cerco viaggiando e osservando il mondo.

— Marco Porcaro

Un giorno lo stilista tedesco Karl Lagerfeld disse di sé che era un tipo con i piedi ben piantati per terra, solo che non su questa terra. E penso che questa frase riassuma bene lo spirito che ogni imprenditore dovrebbe avere verso il proprio lavoro. Essere un visionario, ma al contempo avere molto senso pratico. Per come ti conosco tu sei così, e così è anche Cortilia. Come si fa, ad unire i numeri alla visione, l’immaginazione all’educazione?

Con l’ossessione. Nell’attività imprenditoriale, soprattutto in una Start-Up, se vuoi crescere rapidamente devi osare. Se ti spingi al limite sbagli. Fai tanti errori. Avere una sana ossessione e una spiccata dote di resilienza ti aiutano a rialzarti e a riprendere a correre… possibilmente nella giusta direzione. È fondamentale anche la capacità di non farsi distrarre da informazioni irrilevanti. Come ci ricorda Harari “Oggi avere potere significa sapere cosa ignorare”.

Come molte aziende, anche Cortilia, ha bisogno di investimenti sempre maggiori per crescere ed espandere la propria attività. Negli ultimi anni, avete raccolto investimenti importanti, se si pensa al mercato degli investimenti in Italia, ma più moderati se pensiamo a quello californiano, newyorkese o londinese. Quanto è difficile trovare i fondi in Italia? E che consigli ti senti di dare, in termini di fundraising, a chi sta iniziando a cercare i primi fondi per lanciare la propria Start-UP?

Trovare fondi è stato complesso e laborioso. Quando abbiamo iniziato a fare fundraising (2012) non c’erano le opportunità che ci sono oggi: una legislazione che stimola la creazione e l’investimento in Start-Up, le numerose piattaforme di Crowdfunding che aggregano piccoli Business Angel, nuovi fondi di VC che sono stati creati nel frattempo. Trovare fondi quindi è più semplice anche se c’è ancora molto lavoro da fare. Mancano ad esempio fondi Growth Capital Italiani che investono in Start-Up tagli da 5/15 Mil di euro anche con Ebitda Negativo e una legislazione che stimoli maggiormente le acquisizioni di Start-Up anche per operatori locali.
I consigli:

  • Essere estremamente ambiziosi nelle dimensioni del business che si vuole affrontare.
  • Avere un team con una comprovata esperienza di lavoro in squadra.
  • Fare più strada possibile prima di aprire il capitale a terzi.
  • Ricordarsi che i soldi non sono tutti uguali.

Fai tanti errori. Avere una sana ossessione e una spiccata dote di resilienza ti aiutano a rialzarti e a riprendere a correre… possibilmente nella giusta direzione.

— Marco Porcaro

Qualche domanda veloce

Ora stai “distruggendo”, nell’accezione anglosassone di “disrupt”, il settore del food, quale altro settore ti piacerebbe “distruggere”?

Packaging e gestione rifiuti.

Se potessi fare una cena (a base di prodotti Cortilia) con un imprenditore o manager del nostro tempo, con chi ti piacerebbe cenare?

Catia Bastioli <> Novamont.

Se trovassi una macchina del tempo (funzionante…) e potessi fare un solo viaggio, dove andresti a vivere? Nel passato o nel futuro?

Futuro sicuro. 200 anni avanti. Vorrei sapere se siamo degli algoritmi vegani!

Se potessi scrivere una sola parola sui tanti furgoni Cortilia che girano per Milano così che possano leggerla tutti, quale parola sceglieresti?

Campagna.

Nel successo di un’impresa come Cortilia che peso dai in percentuale a Marketing, Prodotto e Operations?

Aggiungerei gli Agricoltori e il mio Team. Senza di loro non ci sarebbe Cortilia.

Cosa ti spinge di più a lavorare? Fare soldi (making money), o fare qualcosa che dia un senso alla tua vita e abbia un impatto sul mondo (making meaning)?

Fare cose che mi appassionano. So che se le faccio bene hanno un valore.